Il nuovo responsabile tecnico del vivaio Roberto Fioravanti si presenta: “Onorato e carico a mille”

 

 

CAMERANO – Ci sono figure che non hanno bisogno di presentazioni. Specialmente nel mondo del calcio, soprattutto se vantano un bagaglio enorme di esperienze come Roberto Fioravanti. Il Camerano ha puntato forte sul suo spessore, sportivo e umano, per il bene dei più giovani: è lui il nuovo responsabile tecnico del settore giovanile.

“L’opportunità di approdare al Camerano è nata anzitutto per il grande rapporto che condivido con Jimmy Fontana, dai tempi dell’Ancona – racconta Fioravanti -. C’è un’amicizia profonda tra noi. Mi ha contattato successivamente la società, la scomparsa del presidente Trozzi ha lasciato un segno in tutto l’ambiente e mi hanno spiegato che questo sarà un anno zero, di riorganizzazione, puntando forte sui concetti che Trozzi aveva a cuore per i più giovani. Arriviamo all’attualità e ringrazio tantissimo il nuovo patron Danilo Rettaroli, che ha messo in campo tante energie dal suo arrivo”.

Sull’ambientamento: “Sono onorato e carico a mille. Ho trovato un ambiente meraviglioso, organizzato alla perfezione. Ci sono dirigenti veri, come delle idee di fare calcio che condivido. La crescita dei ragazzi, obiettivo primario di ogni vivaio, passa per questi aspetti. Camerano è una piazza che ho ambito da sempre, ci siamo soltanto sfiorati fino a pochi mesi fa, tra le mie varie esperienze con Ancona, Senigallia, Marina e Chiaravalle. L’ambiente è quello ideale, come il mio gruppo di lavoro. Seguirò da vicino gli Esordienti 2014 e i Pulcini 2015. Sono stato fortunato: sono gruppi veramente disponibili, ci sono tutte le basi per fare bene”.

Gruppi in cui sarà spalleggiato da Silvano Palpacelli: “Non conoscevo Silvano – dice Fioravanti -, giusto di vista. È una persona molto equilibrata, adatto a lavorare con i ragazzi, e non è da tutti. Ci confrontiamo molto, c’è sinergia e questo è importante. Già conoscevo, invece, Paolo Mandolini, responsabile delle categorie ancora più giovani: è una fortuna averlo con noi”.

Sugli obiettivi prefissati: “Al di là dei risultati, al netto che le mie squadre proveranno sempre a vincere, mi interessano le modalità con cui andremo alla ricerca del risultato. Giocando. I ragazzi sono come delle spugne in questa età, devono crescere da settembre a giugno. Come gli istruttori devono essere allineati alla filosofia scelta dalla società. Soprattutto coi più giovani, ci concentreremo sulla coordinazione, trascurata al giorno d’oggi, e sulla tecnica”.

Conclude: “Sono soddisfatto di queste prime settimane di lavoro. Mi trovo benissimo con tutti ed è sempre necessario tenersi aggiornato, studiare, capire come il calcio si evolve e non fossilizzarsi. Spiegando ai ragazzi cosa stanno per allenare. Dai dirigenti alla segreteria, qui tutti sono disponibili al dialogo e ti mettono nelle condizioni migliori per lavorare. La strada è stata tracciata, ora spetta a noi continuare a percorrerla”.

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