Storia

Inizia nel lontano 1947 la storia del Camerano Calcio. Sullo sfondo il dopoguerra e la volontà di costruirsi un avvenire, utilizzando anche il gioco del pallone per dimenticare.

Gli esordi

Principalmente due i personaggi da ricordare. I primi, a voler costruire una realtà sportiva ed una struttura da destinare ai tanti ragazzi del paese, sulla scia di quanto fatto dai polacchi della corazzata “Skorpion” -i soldati che liberarono Potenza Picena e fondarono lo stadio “U.S. Potentina-Skorpion”-: il noto farmacista Bernardi e il factotum “Girin” Ragnini, entrambi di Camerano e accomunati dall’aver mosso i primi passi nello storico campetto “Pineta”. Con l’ausilio del sindaco Giorgetti che concesse l’autorizzazione per il campo iniziarono i lavori nell’attuale location dello stadio Montenovo e la squadra, composta esclusivamente dai giocatori locali, militava allora nelle categorie dilettantistiche provinciali. Bernardi divenne Presidente e Ragnini, oltre ad un vero e proprio punto di riferimento per i compagni e per la società, un ottimo calciatore, anche grazie all’attività di famiglia. Tra le tante l’azienda di “Girin” produceva scarpe da calcio. I colori sociali dell’epoca erano il rosso e il nero e le maglie, di lana, rigorosamente fatte in casa. La gara d’esordio fu un’amichevole e segnò la nascita di una nuova era sportiva: il Camerano venne battuto per 10 a 1 dal Potenza Picena.

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Il salto di categoria

“Girin”, durante un’estate in vacanza a Portorecanati, assistette ad un innovativo torneo di calcio a 7, nel quale prendevano parte molteplici calciatori. Decise di portare questa novità anche a Camerano e l’iniziativa fu subito molto apprezzata in paese. Quasi casualmente, proprio lì fu scoperto Fringuelli, giocatore prontamente tesserato nelle fila della prima squadra. Il gol nel dna, un destino segnato. Nella stagione successiva a quel torneo, la ’74/’75, egli realizzò ben 28 reti, ma soprattutto quella decisiva nella finale con il Chiaravalle. Quella dell’1-0, quella storica del salto in Promozione. Il Camerano, promosso nel girone centrale di 1a categoria, si scontrò per il titolo regionale contro i raggruppamenti nord e sud, rispettivamente con Urbania e Grottammare.

Dagli anni d’oro alla rinascita

Con discreti risultati, la squadra appoggiata anche dalle attività locali militò in Promozione – a girone unico marchigiano – fino all’annata 1983. Anno che a Camerano fanno fatica a dimenticare per via del fallimento della società e della dolorosa ma decisiva ripartenza dalla Terza Categoria, sotto la guida di un gruppo di ex calciatori, fra i quali Adalberto Magnante e Mauro Mancini, indimenticabile presidente gialloblu scomparso nel 2011 (cui viene dedicato da alcuni anni un torneo-memorial riservato alle categorie giovanili). Questa società, grazie ad un duro e proficuo lavoro, ha riportato ai vertici regionali il Camerano. Nel 2008 la squadra conquista il balzo in Promozione, mantenuta per due anni, salvo poi tornare a disputare per tre anni la Prima Categoria.

Il punto più alto

Nel 2013 il cambio societario con l’arrivo del Presidente Giuseppe Giacomelli: uno storico sostenitore della squadra dagli albori fino al raggiungimento della massima carica. Una figura importante e preziosa. Già al primo anno di presidenza, Giacomelli gioisce per la conquista della Promozione. Al termine della stagione 2015/2016 ecco arrivare il punto più alto nei quasi 70 anni di calcio a Camerano: grazie ad una rete di Michele Taddei nella finale playoff contro il Potenza Picena, il 14 maggio i gialloblu vincono e ottengono il primo e grande storico approdo in Eccellenza.

Una grande stagione e… La Coppa

La seconda stagione in Eccellenza è molto positiva per il Camerano, che oltre a confermare la categoria, compie un’impresa straordinaria: vincere la Coppa Italia di Eccellenza. Una finale emozionante e storica contro il Porto d’Ascoli, vinta per 2-0 il 23 dicembre davanti ad un pubblico caldissimo.

Un traguardo storico per la società gialloblu e per tutta la città, un tassello importante che non verrà mai dimenticato.